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Macchia Albanese, culla della cultura arbëreshë

Importante manifestazione svoltasi ieri, 31 Maggio, nel comune di San Demetrio Corone in onore del grande scrittore italo-albanese Girolamo De Rada. Culla della cultura del mondo arbëreshë, con una giornata celebrativa dedicata al poeta nel bicentenario della sua nascita (1814-2014), torna ad essere Macchia Albanese, frazione del comune di San Demetrio Corone, che diede i natali al De Rada. La manifestazione, che si inserisce nella rassegna culturale e folcloristica per la valorizzazione delle minoranze linguistiche, organizzata annualmente dall’ Associazione “Progetto Caraffa” di Caraffa di Catanzaro (Cz), ha avuto buon seguito da tutto il mondo arbëreshë ed è stata occasione, per i presenti, di proficui scambi culturali, e un modo per riscoprire la figura del De Rada, che tanto ha fatto per la lingua e la cultura albanese.
La giornata si è aperta con una tavola rotonda, svoltasi a Macchia Albanese, dove si è ripercorsa la figura del poeta in tutti i suoi aspetti, grazie anche al contributo di due tra i più grandi intellettuali italiani della cultura e della letteratura albanese, il prof. Francesco Altimari (Università della Calabria) e il prof. Matteo Mandalà (Università di Palermo). I lavori sono stati diretti dalla prof. Concetta Mazzei, ideatrice della rassegna culturale. Hanno partecipato altresì alla tavola rotonda, Cesare Marini ,sindaco della città di San Demetrio Corone; Antonio Sciumbata, sindaco della città di Caraffa di Catanzaro; Damiano Cadicamo, assessore alla pubblica istruzione di S. Demetrio Corone, che tanto ha voluto che questa manifestazione si svolgesse a Macchia Albanese, visto che si tratta di una manifestazione itinerante e visto che correva il bicentenario della nascita di Girolamo De Rada; Franco Stirparo (Associazione Progetto Caraffa), Mario Bova (Ass. Occhio Blu – Anna Cenerini Bova) e Mario Brunetti ( presidente ME.ME.). La giornata si è conclusa con una manifestazione folcloristica tenutasi nell’anfiteatro di S. Demetrio Corone, dove i tanti abitanti dei vari paesi arbereshe pervenuti hanno dilettato i presenti, riproponendo, attraverso i giovani, canti e balli della cultura, mostrando nuovamente le tante differenze nel costume, nella musica, nei balli, nelle parole che sono mutate nel corso degli anni, facendo modo che l’ecletticità e il rinnovamento culturale siano la strada maestra da percorrere.
De Rada nella sua grandezza era e rimane un argomento difficile da trattare, ma l’analisi della sua vita, delle sue opere e del suo pensiero ci ha permesso di riaprire vecchie tematiche: il grande sogno di De Rada era quello di vedere un grande Albania unita, e ciò è avvenuto per un giorno: non solo gli arbëreshë del Sud Italia, ma era presente una delegazione di albanesi di Macedonia provenienti dal liceo classico “Ibrahim Temo” di Struga (Macedonia), gemellati con il Liceo Classico di San Demetrio Corone , era presente una delegazione di studenti provenienti dall’Università del Tetovo (Macedonia), erano presenti tanti personaggi, artisti e letterati dall’Albania: per la prima volta il motto che caratterizzò l’indipendenza albanese “ Një gjak, një gjiuhë, një komb” ha trovato in Macchia Albanese la sua realizzazione, sebbene per un giorno.
Questo deve essere un punto di partenza, non un punto di arrivo; purtroppo, ancora oggi, il nostro territorio, con tutte le sue potenzialità, non viene sfruttato a pieno. L’auspicio è quello di un cambiamento di tendenza da parte della politica, non investendo più sul mattone e sul cemento, ma sulla cultura, riproponendo una visione globale del mondo a dispetto di una visione chiusa che non ha permesso un’ evoluzione cospicua della cultura arbëreshë. E’ chiaro che gli arbëreshë si sono chiusi sempre nel proprio guscio, ma credo che per ampliare il nostro raggio d’azione sia opportuno aprirci alle altre culture, proponendo il confronto per crescere.
Un altro aspetto da non sottovalutare è il turismo: i nostri paesi hanno un cospicuo numero di turisti provenienti da tanti paesi esteri. La cultura italo-albanese attira i cittadini albanesi, che vedono il sud Italia come la terra degli antenati, come la terra di grandi letterati che hanno dato tanto alla loro letteratura come De Rada, Serembe e tanti altri, come una terra dove riscoprire le proprie radici. Io credo che la politica dovrebbe investire tanto sul turismo e sulla cultura, creando strutture e spazi all’avanguardia, cosicchè De Rada e tanti altri, possano avere ciò che gli spetta. La ricrescita deve partire dal basso, dai più giovani, che come al solito hanno il compito di rinnovare uno scenario che merita tanto.

Demetrio Liguori

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