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Barbara Balzerani, ex-brigatista mai pentita oggi scrittrice

Venerdì 24 ottobre, alle 18:00 presso Villa Marchianò, Barbara Balzerani presenterà il suo ultimo libro : “lascia che il mare entri”. Un nome, quello di Barbara Balzerani, che ai più giovani non dice nulla ma nelle generazioni passate fa scattare la scintilla alla voce, Brigate Rosse. Nativa di Colleferro, classe 1949, è stata una storica dirigente della “colonna romana”. Brigatista mai pentita, condannata a 6 ergastoli, ha finito di scontare la sua pena nel 2011. Figura chiave delle br, soprannominata “Primula Rossa”. Partecipò al sequestro ed all’assassinio di Aldo Moro, alla strage di via Fani, al rapimento del generale americano James Lee Dozier, all’uccisione del magistrato Minervini e rivendicò l’uccisione dell’ex sindaco di Firenze, Lando Conti. Concluso il “caso Moro” diventa responsabile della ‘contro’, la struttura che progetta le ‘azioni di guerriglia’. In seguito verrà inviata nel Veneto per sovrintendere al potenziamento della colonna, è cooptata nella direzione strategica. Per poi essere, infine, nel 1980, nominata nel comitato esecutivo. Una personalità alla quale si lega inscindibilmente la lotta armata degli anni settanta. Folle tentativo da parte di pochi, di rovesciare il potere in Italia. E per farlo, come è noto alle cronache, usarono i mezzi ed i metodi più spietati.

Oggi, la Balzerani fa la scrittrice. E’ passata da narrazioni “rabbiose” come “compagna luna”, fino ad arrivare al libro che presenterà venerdì, dal titolo lascia che il mare entri. Dove si narra il ruolo della donna. Rispetto ai primi scritti,  quest’ultimo è molto più riflessivo. Essa definisce come romanzi i suoi volumi, che di fatto non lo sono. Difettano di un elemento imprescindibile per la definizione di romanzo, la finzione. I personaggi sono tutti ricalcati dalla realtà, non si intravede un intreccio narrativo. Più un qualcosa di autobiografico che altro.

Gli interrogativi e le perplessità che ci hanno mosso sono e sono state molte. In primis, la presentazione della Balzerani, alla collettività ed in particolare ai giovani suona come portatrice di cattivo esempio. Non pentendosi mai di follie inaudite,partecipando ad atti spregevoli contro uomini e donne dello stato democratico non si capisce il perché di questo “invito”. Cosa c’entra una personalità simile con i principi dello Stato Democratico che una amministrazione comunale rappresenta? Non stride forse la presentazione del libro in un luogo chiave del pluralismo sandemetrese come Villa Marchianò?

Ci teniamo a dire che non chineremo mai il capo, udendo il nome di Aldo Moro, fautore ed espressione di libertà democratiche. Non ci gireremo mai dall’altra parte quando si parlerà di nobili servitori dello Stato, assassinati solo perché rappresentanti di Legge. Non ripudieremo mai i nomi di giornalisti gambizzati, con la sola colpa di raccontare verità scomode.

Noi saremo sempre dalla parte della democrazia.

 

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