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Che vinca il migliore (si spera…). Il punto sulla campagna elettorale

Nelle giornate di ieri e oggi sono state presentate alla cittadinanza le due liste che si contenderanno l’amministrazione del nostro borgo per i prossimi cinque anni. Il clima è surriscaldato, la campagna elettorale procede asfissiantemente. A dir la verità, quest’ultima, si sta sviluppando in modo particolare sulle varie piattaforme di condivisone virtuale, facebook su tutte. Indubbiamente, la contesa del 5 Giugno prossimo non assumerà i contorni di una “battaglia” politica dove a sfidarsi sono due schieramenti opposti, ma ad esser buoni la battaglia sarà civica, o quasi. I due candidati a sindaco, infatti, sono entrambi in quota PD. Si ricorderà, tra l’altro, il ricorso dell’onorevole Marini, perso, alla direzione regionale del partito democratico contro il candidato a sindaco Giuseppe Sangermano. Nella lista di quest’ultimo dal nome “Cambiare per Crescere” il quadro si presenta variegato. È una vera e propria coalizione civica caratterizzata dalla presenza di elementi eterogenei all’interno di essa. Si va da esponenti della sinistra radicale, come l’avvocato D’Amico, a rappresentanti del movimento “Calabria che vuoi” per arrivare a tre membri in “quota Madeo” passando da esponenti della scorsa giunta. Presente inoltre il candidato a sindaco uscente Mario Faraca.
Nell’altra lista “Impegno Comune”, con candidato a sindaco il dirigente Salvatore Lamirata la situazione, dal lato partitico o politico che dir si voglia, è tendente in maniera più decisa ad una espressione di centro-sinistra. Risulta chiara la presenza di elementi di spicco del circolo del PD sandemetrese. Ciò che ha vivacizzato il clima è stata, però, l’alleanza con un’altra componente della sinistra sandemetrese, la sezione locale del Partito Socialista. L’ex consigliere di opposizione Sonia Gradilone, infatti, è presente nella lista facente capo a Lamirata così come tutto il gruppo socialista. A chiudere il quadro è la presenza di buona parte dell’amministrazione uscente ad eccezione di Sangermano e Damico.
Si ritiene che sia valido più che mai l’assunto per il quale alle elezioni comunali: “non si vota il partito ma la persona”. Un voto, il prossimo, depoliticizzato. Che spiazza indubbiamente i pochi mohicani che ancora credono in una qualche forma di ideologia. L’augurio è che la campagna si svolga solo per il bene del paese (di cui a lungo abbiamo già scritto) e non per mantenere una qualche forma di rendita di posizione.

D. Ventre

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