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Emergenza Idrica, quali le (possibili) cause?

Puntuale, come da molte estati a questa parte, si è ripresentato il problema legato alla carenza di acqua nel nostro comune. Proviamo ad indagare, nel merito, le possibili cause legate alla mancanza della risorsa primaria per eccellenza. 

Negli obiettivi dell’ONU l’accesso all’acqua per uso potabile e non, riveste particolare importanza, quale indicatore di un corretto sviluppo civile ed economico.

Per ciò che riguarda la situazione del meridione d’Italia, ed in particolare quella legata alla Calabria, il problema è causato in via principale dalla presenza di infrastrutture obsolete. Gli acquedotti e le reti, infatti, soffrono di vecchiaia. A supporto di ciò, secondo earthday.it, in Italia il 24% delle condotte ed il 27% della rete fognaria ha più di 50 anni. Tutto questo causa, mediamente, delle perdite destinate al consumo, tra il 30 ed il 40 percento dell’acqua. 
La nostra regione è , storicamente, affetta da guasti alla rete di adduzione e di distribuzione. Lo stato di infrastrutture che registrano, in alcuni casi, i sessanta anni di età, causa delle dispersioni nel caso specifico del 46% (dato regionale). Inoltre vi è un altro tallone d’achille che è legato alle disponibilità idriche. Infatti, secondo i dati pubblicati da ANBI (Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del territorio e delle acque irrigue), le disponibilità si sono dimezzate rispetto allo scorso anno e si stimano intorno al 30% se rapportate al 2010.

Ad oggi il problema sembrerebbe legato, principalmente, ai mancati investimenti, su base nazionale prima e locale successivamente. 

L’ente che gestisce l’acqua su base regionale è la Sorical, in liquidazione dal 2012 a cui spetterebbe la parte relativa a manutenzione degli impianti, distribuzione ed ammodernamento della rete. Alcuni comuni però, ed è il caso di Riace e di Saracena, si sono staccati dal controllo Sorical provvedendo alla costruzione in proprio di pozzi artesiani, ricavandone non pochi benefici. Tutto ciò è, naturalmente, da parametrare sul singolo caso. 

La nota più amara è che tante volte, per ovviare ad inadempienze, lungaggini burocratiche o politiche, il cittadino si trovi costretto, qualora ne avesse la disponibilità, a provvedere da sé al problema quando questo diritto dovrebbe essere, invece, universalmente garantito. 

Il presente articolo non intende essere tecnicamente esaustivo. Questo vuole, semplicemente, dare uno sguardo su un problema che non è semplicemente locale ma che comunque coinvolge tutti noi. 
Demetrio Ventre

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